La quarta di copertina è una zona di confine, un luogo liminare e come tutti gli spazi di transizione racchiude uno scopo: quello di chiarire se il viaggio sia sensato. È uno spazio in cui si affollano voci diverse, voci critiche, voci autoriali, voci anonime, ma solitamente tutte entusiaste, contente di poter consigliare una direzione. E il lettore, già un po’ oltre la soglia della curiosità che dalla copertina solare lo ha portato al rovescio lunare della quarta di copertina, potrà valutare se è quello il momento giusto per entrare nelle pagine vive del testo, della notizia, dell’articolo. Sono diverse le tensioni che si concentrano su una soglia così smaccatamente editoriale, studiata per farsi superare e per far tornare il lettore sulla sua gemella speculare e da lì verso un viaggio dove si alterneranno silenzio e pensiero. Tutto sommato è un confine angusto, in cui lo spazio è poco e le aspettative più disparate sono tante e tra gli strepiti del “leggete, leggete!” c’è il sospetto che la voglia di distrarre della QdC nasconda qualcosa di oscuro e che il suo reindirizzare altrove le serva per tramare nell’ombra nuovi allargamenti ed espansioni. Staremo a vedere.
